Tra le misure varate dal governo con il Decreto Rilancio (decreto-legge n. 34/2020) un ruolo non secondario va attribuito alle previsioni destinate a supportare e sviluppare le idee di business innovativi.

Merita anzitutto di essere segnalata la disposizione che mira al rafforzamento dell’ecosistema delle start up innovative (Art. 38), con cui sono inserite ulteriori norme volte a rafforzare il sostegno pubblico alla nascita e allo sviluppo di imprese innovative, agendo nell’ambito dello strumento agevolativo “Smart&Start Italia”  istituito con decreto del MiSE 24.09.2014 e finalizzato a promuovere, su tutto il territorio nazionale, le condizioni per la diffusione di nuova imprenditorialità e sostenere le politiche di trasferimento tecnologico e di valorizzazione economica dei risultati del sistema della ricerca pubblica e privata.

Detto rafforzamento viene perseguito, da un lato, attraverso un incremento della dotazione finanziaria dello strumento Smart&Start, dall’altro, ampliandone la capacità di azione. Con quest’ultimo intervento, il governo intende completare ed estendere il sostegno alle start up innovative attualmente limitato alle fasi iniziali di vita.  Dalla reazione illustrativa al Decreto Rilancio, infatti, si evince che lo strumento Smart&Start Italia è stato reso più flessibile e potenziato in modo da sopperire alle esigenze di liquidità delle start up innovative – evidentemente maggiori rispetto a quelle delle altre imprese di piccola dimensione – e/o alle loro esigenze di fondi per consolidarsi e fare scale up. A tal fine, è prevista la possibilità che le iniziative maggiormente “meritevoli” possano consolidare il proprio sviluppo attraversi apporti in termini di capitale proprio anche da parte di investitoti privati e istituzionali. Più in particolare, la conversione del prestito Smart&Start Italia a talune condizioni rappresenterà una spinta per favorire investimenti nel capitale sociale. In altri termini, il nuovo strumento potrà consentire la conversione del debito in uno strumento partecipativo accompagnato dall’ingresso nel capitale sociale di un investitore e/o aumento del capitale stesso, la cui restituzione sarà legata a rendimento aziendale.

La disposizione, come anticipato, interviene anche attraverso agevolazioni sotto forma di contributi a fondo perduto per l’acquisizione di servizi prestati da parte di incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e altri soggetti, di fatto facilitando il networking nell’ecosistema dei business innovativi e così anche investimenti da parte di investitori qualificati. In tale contesto è previsto anche un incremento (€200 milioni) della dotazione del fondo di sostegno al ventur capital istituito con l. 145/2018 e una riserva di pari ammontare del fondo di garanzia delle PMI in favore delle start up innovative.

Viene inoltre previsto: a) un potenziamento degli effetti del credito d’imposta per R&D, in particolare ai fini della maggiorazione delle spese ammissibili, in favore delle start up innovative, che svolgono tali attività nell’ambito di contratti extra muros, attraverso una equiparazione delle start up innovative alle università e gli istituti di ricerca; b) una proroga di un anno la permanenza nella sezione speciale del registro imprese.

Va apprezzata, poi, l’introduzione di un regime fiscale agevolato rivolto esclusivamente alle persone fisiche che investono in start up o in PMI innovative. Questa misura, che sarà oggetto di altro più approfondito articolo, prevede una detrazione d’imposta pari al 50% della somma investita nel capitale sociale di una o più start-up innovative direttamente ovvero tramite OICR che investano prevalentemente in esse. L’investimento massimo detraibile non può eccedere €100.000 per anno e deve essere mantenuto per almeno 3 anni.

Da accogliere con favore è poi la istituzione di un fondo per il trasferimento tecnologico e altre misure urgenti per la difesa ed il sostegno dell’innovazione (Art. 42). In linea con le indicazioni europee, difatti, viene introdotta una misura urgente con cui si intende istituire presso il MiSE un Fondo per il Trasferimento Tecnologico per lo sviluppo e la crescita del Paese che, attraverso il soggetto attuatore, possa agire con urgenza ed efficacia per la finalità descritte attraverso le diverse forme consentite dall’ordinamento (convenzioni o assegnazioni dirette, accordi tra amministrazioni). La costituzione del “Fondo per il trasferimento tecnologico” è finalizzato alla promozione di iniziative e investimenti utili alla valorizzazione e all’utilizzo dei risultati della ricerca presso le imprese operanti sul territorio nazionale, con particolare riferimento alle start-up e PMI innovative.

Tutte misure che, in definitiva, dovrebbero auspicabilmente poter rinvigorire il comparto delle start up e delle PMI innovative fortemente ridimensionato negli ultimi anni, salvo casi rari, e ora aggravato dall’avvento dell’emergenza COVID-19. Misure che, tuttavia, in considerazione del momento epocale, avrebbero forse potuto essere più coraggiose incidendo più efficacemente e stabilmente (non solo in via emergenziale) sull’intero ecosistema in discorso. E, in questa prospettiva, l’opportunità (più che l’auspicio) andrebbe riposta anche in interventi di riordino e consolidamento degli strumenti di raccolta e partecipazione al capitale come il crowdfunding.

 

Alessandro Foti